27 Novembre 2024

Tra limiti e regole

Le regole e i limiti non sono la stessa cosa! I bambini devono sentire che gli adulti definiscono per loro un campo di sicurezza entro cui possono muoversi ed esprimersi liberamente, ma non possono sentirsi bloccati in regole che non comprendono solo in nome dell’obbedienza.
Non facciamo confusione! I bambini non devono fare “quello che dicono gli adulti”, devono rimanere con il loro comportamento dentro un limite che è stabilito dall’adulto, ma entro il quale possono essere liberi di muoversi come sentono, come vogliono.
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All’inizio di ogni incontro, prima di lasciar andare i bambini a ritrovare nella sala il piacere del gioco, ricordo a tutti le condizioni di sicurezza che devono assolutamente rispettare: non è possibile farsi male, fare male agli altri e non è possibile distruggere ciò che gli altri costruiscono.

Un bambino mi apostrofa e dice con l’indice alzato: “E comportarsi bene!”

Allora chiedo: “Cosa significa comportarsi bene?”

Interviene un altro: “Fare i bravi!”

Io insisto: “Ma cosa intendete voi per fare i bravi?”

A quel punto, con mio grande divertimento, sento un bambino dire al gruppo: “Martina non sa proprio niente!” E per un attimo c’è della complicità tra loro, loro che sanno a cosa si riferiscono e io che invece continuo a non dare per scontato quello che vogliono dire.

Poi silenzio.

Timidamente qualcuno azzarda delle risposte: “Vuol dire obbedire…” , “E ascoltare…”, “Vuol dire fare quello che dicono gli adulti”.

In mezzo secondo passano dentro di me tanti pensieri: fare i bravi vuol dire fare quello che dicono gli adulti. Ah davvero? Questo, credo, piacerebbe tanto agli adulti perchè sarebbe molto più semplice entrare in relazione con i bambini, ma a quale prezzo? Quando un bambino non può esprimere la sua persona e tutte (dico tutte!) le sue emozioni, le sue fragilità, le sue fatiche siamo sicuri che si stia “comportando bene”? O forse sta cercando di rimanere come può dentro una regola rigida e che non comprende nemmeno fino in fondo, il cui rispetto però è necessario a non perdere il bene più grande ossia la relazione con quell’adulto e l’amore di quell’adulto?

Non facciamo confusione! I bambini non devono fare “quello che dicono gli adulti”, devono rimanere con il loro comportamento dentro un limite che è stabilito dall’adulto, ma entro il quale possono essere liberi di muoversi come sentono, come vogliono. I limiti infatti sono necessari e importantissimi e servono a garantire la sicurezza di ognuno, ma anche la sua libertà di espressione. I bambini non sono liberi quando non hanno limiti, in quel caso, come dico spesso, sono persi. I bambini sono liberi dentro un confine chiaro e ben comprensibile che noi adulti poniamo. In questo limite trovano appunto sicurezza,  sicurezza nel separarsi, nel costruire la propria identità in modo autonomo, nel dire di no quando è no e di sì quando è sì. I limiti aiutano tantissimo il simbolico. Le regole invece, quelle a cui si deve obbedire per i grandi, portano esattamente quello che offrono: rigidità, dipendenza, omologazione e tanta tanta rabbia (che poi da qualche parte dovrà pure uscire no?).

Ho risposto così: “Vi dico una cosa, qui è il posto dove si può fare quello che dicono i bambini!” e con questo li ho lasciati andare al gioco.