Spesso si pensa erroneamente che l’aiuto psicomotorio in piccolo gruppo o individuale sia riservato esclusivamente ai bambini che hanno una diagnosi, ad esempio bambini con disturbi del neurosviluppo, come autismo o ADHD o disturbi specifici a carico delle funzioni. Questa associazione deriva forse dal fatto che in molti contesti riabilitativi la psicomotricità è uno dei vari interventi proposti al bambino. Ma esistono diversi tipi di psicomotricità!
Anche la PPA, pur partendo da un approccio differente, è un ottimo aiuto per questi bambini, ma lo è anche per molti altri bambini che, pur non avendo delle difficoltà specifiche o diagnosi, mostrano nel corpo e/o nel comportamento dei segnali di malessere. Quali? Facciamo alcuni esempi:
- eccessiva agitazione motoria con fatica a fermarsi e calmarsi o, al contrario, inibizione e chiusura in sé stessi;
- difficoltà a giocare spontaneamente, a vivere nuove esperienze o a coinvolgersi nelle relazioni con i pari;
- scoppi di rabbia eccessivi sul piano fisico o verbale, con passaggi all’aggressione verso se stessi o verso gli altri, o tendenza a rompere oggetti;
- paure eccessive o inspiegabili;
- sonno disturbato;
- mancato controllo sfinterico (a un’età in cui solitamente il bambino dovrebbe averlo acquisito) o tendenza a trattenere urine e/o feci;
- difficoltà nell’acquisizione o nella produzione del linguaggio verbale;
- difficoltà scolastiche o di attenzione.
Questi sono solo alcuni dei segnali che uno psicomotricista può interpretare come un accumulo di tensione interna e una richiesta di aiuto alla maturazione psicologica attraverso la via del corpo. Sono situazioni che rappresentano dei veri e propri “intoppi” per il procedere del percorso di sviluppo del bambino, situazioni che perdurano nel tempo, che non cambiano, che frustrano molto i genitori o gli insegnanti. Perché non cambiano? In parte perché c’è alla base un sistema relazionale e ambientale che non permette l’evoluzione (stili educativi, idee sul bambino, aspettative, richieste o rigidità…), motivo per cui la collaborazione con famiglia e scuola è fondamentale per la buona riuscita dei percorsi. Inoltre, alcune modalità di comportamento non cambiano perché non basta lavorare ad un livello “educativo”, ma è necessario un lavoro più profondo sul bambino che va a toccare e coinvolgere il suo funzionamento inconscio. Questo è ciò che si fa con l’aiuto psicomotorio individuale o a piccolo gruppo proposto dal metodo Aucouturier.
Qual è il “modo” di lavorare specifico della PPA e che la rende diversa da altre psicomotricità?
L’approccio della PPA non tratta i segnali di malessere del bambino come sintomi da correggere o da associare necessariamente a una diagnosi, ma li accoglie e li interpreta come messaggi non verbali attraverso i quali il bambino esprime un suo bisogno più profondo. Lo psicomotricista è formato per comprendere tale bisogno e per offrire le condizioni migliori per soddisfarlo, evitando che la difficoltà permanga e condizioni l’itinerario di maturazione del bambino.
Il lavoro in piccolo gruppo o individuale nella sala di psicomotricità è un intervento molto specifico che offre un aiuto stabile e duraturo nel tempo. Sarà possibile apprezzare gradualmente, anche in altri contesti, comportamenti più armoniosi e, soprattutto, una maggiore distensione, disponibilità all’ascolto e all’apprendimento, oltre a un benessere generale del bambino. I segnali somatici di malessere potranno trovare una nuova via di espressione attraverso il gioco simbolico e la relazione con lo psicomotricista, elementi che le neuroscienze riconoscono come fondamentali per un sano sviluppo infantile.
L’aiuto nel piccolo gruppo e l’aiuto individuale potrebbero essere definiti come una “psicoterapia del corpo” proprio per il sostegno che offrono sul piano psicologico; tuttavia Bernard Aucouturier, l’ideatore della Pratica Psicomotoria, preferisce parlare di “terapia somatopsichica” per sottolineare il legame intrinseco tra corpo, mente ed emozioni. Aucouturier evidenzia come la relazione che il bambino intraprende con lo specialista e il lavoro che quest’ultimo svolge a partire dal corpo determinino in modo fondamentale tutti gli aspetti della persona in costruzione e, di conseguenza, il suo futuro.
Martina Agnoli